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Intervista a Chino: l’artista che racconta Roma con le sue note

Benvenuti a questa esclusiva intervista con Chino, l'eclettico artista romano il cui percorso musicale ha attraversato le radici dell'hip hop con la "Banda Larga", fino alla sua trasformazione nell'indie, rivelando una personalità artistica unica e appassionante. Oggi, ci immergeremo nel suo ultimo singolo, "Cantastorie (Diario di Bordo)“, un affascinante racconto della sua quotidianità, arricchito da riferimenti alla romanità ed alle influenze cinematografiche di Zerocalcare. Scopriremo le sfumature dietro questo brano ed esploreremo il mondo di Chino, tra passato, presente e prospettive future, in un viaggio musicale che abbraccia la vita quotidiana di Roma ed oltre.



Cantastorie (Diario di Bordo)


In che modo la scena musicale di Roma ha influenzato la tua musica? Come ti senti parte della tradizione musicale della città?


Allora la scena musicale di Roma per me ha un grandissimo valore, inizialmente da bambino sono rimasto folgorato dalla musica tradizionale romana, perché a casa si ascoltava molto, quindi per fare due nomi Califano e Gabriella Ferri. La cosa che mi affascinava di più di questi autori era il sentimento che mettevano nei brani, soprattutto la malinconia, che veniva in qualche modo resa come un sentimento estremamente nobile e terapeutico. Altro grande aspetto che mi colpì fu la veridicità nei testi, perché ascoltandoli, descrivevano minuziosamente aspetti di vita, che con le dovute differenze potevi ritrovare nel tuo quotidiano. Quando poi ho scoperto il rap, e sono andato a conoscere il rap della mia città, ho ritrovato lo stesso stile, quell’ emozionalità e quella veridicità nei testi. Nel mio lavoro ho sempre cercato di raccontare il mio immaginario, mischiandolo a emozioni e sensazioni che vivo o ho vissuto.

Per quanto riguarda il sentirmi parte della tradizione musicale della mia città, credo che la cosa che posso fare per esserne parte è guardare a chi ci stava prima ed imparare, cercando sempre di inserire la mia visione delle cose, e sicuramente non avere paura di far incontrare diversi stili, magari differenti tra loro. Questa secondo me è la caratteristica principale che si deve avere per far parte della musica romana, mischiarla a tutti i generi possibili e immaginabili, senza mai snaturarla, ma solo arricchendola, cosi da renderla sempre innovativa e attuale.


Hai iniziato la tua carriera artistica con il collettivo hip hop Banda Larga, con cui hai pubblicato due album. Poi hai deciso di cambiare totalmente genere e avvicinarti all’indie. Cosa ti ha spinto a fare questa scelta? 


La scelta è nata seguendo un principio fondamentale: il rap è chi sei e quello che vivi. Con banda larga raccontavamo in chiave old school, la nostra vita di ragazzi di quartiere che avevano una rabbia in corpo da sfogare. Soprattutto eravamo bene o male tutti ancora al liceo, quindi avevamo un’ altra mentalità. Quando poi ci siamo ufficialmente sciolti, e in contemporanea ci siamo anche lasciati alle spalle la scuola, ci siamo dovuti confrontare con ambienti diversi, nel mio caso il mondo universitario. In questo periodo iniziava ad uscire fuori da Roma la wave musicale della love gang, di Carl brave ma anche Calcutta e altri. Poi quando vidi Coez che è sempre stato un mio punto di riferimento (sin dai Bro- ken) che iniziava a portare quel genere mescolandolo col rap, dissi 

assolutamente questa è la chiave giusta. Quindi la scelta di avvicinarmi a questo genere è stata sicuramente perché mi piacevano molto i suoni, ma anche perché mi rendevo conto che l’indie fosse il giusto modo di raccontare, le esperienze che stavo vivendo.


Chino, il tuo nome d’arte è un omaggio alla tua città natale, Roma, ma anche al tuo amore per il cinema. Quali sono i film che ti hanno ispirato di più nella tua vita e nella tua musica? C’è un regista o un attore che ti piacerebbe incontrare o collaborare con?


Allora il mio nome d’arte deriva dall’inchiostro, però sicuramente per i temi che tratto all’interno dei brani e per l’immaginario che cerco di dare, Roma e il cinema sono due aspetti fondamentali per me. Se dovessi dirti dei film che sono fondamentali sia per me come persona sia per me come artista ti direi : c’eravamo tanto amati (che è il mio film preferito) La banda del gobbo (uno perché è un cult assoluto, e due perché Thomas Milian è stato fortemente legato al mio quartiere Tormarancia) poi sicuramente metterei Accattone di Pasolini e in chiusura ti direi Un sacco bello di Verdone, perché dentro quel film ci sta tutta la romanità possibile e immaginabile.

Per quanto riguarda l’attore che vorrei incontrare o con cui vorrei collaborare a qualcosa, ti direi Verdone.



Chino


Hai partecipato a vari festival…Qual è stato quello che ti ha emozionato di più e perchè?


I festival sono sempre stupendi, per ora ne ho fatto qualcuno, sicuramente uno dei più suggestivi è stato quello di “Euro 2020” dove ho cantato a piazza del popolo. Sicuramente è stata un’esperienza fantastica, perché cantare nel centro di Roma è magnifico. In quei giorni Roma era in festa ovunque, quindi vedere quella piazza piena ed essere su quel palco è stato unico. Se dovessi però dirti una serata in un festival che mi ha emozionato particolarmente è stata la data di Piotta al casilino Sky park, dove Tommaso (Piotta) mi ha invitato a prendere parte al suo show, per me è stata un’ esperienza memorabile, visto che sono cresciuto con la sua musica e poi da un po’ di tempo faccio parte della sua etichetta discografica, ma salire sul palco insieme a lui è stato qualcosa di indescrivibile.


Nel tuo ultimo singolo “Cantastorie (Diario di Bordo)” racconti la tua quotidianità, i tuoi obiettivi e le tue chiacchiere con gli amici. Come riesci a trasformare le tue esperienze personali in musica? C’è un episodio o un aneddoto particolare che ti ha ispirato per questo brano?


Guarda Cantastorie non è stato difficile scriverla perché appunto racconta me stesso nella maniera più assoluta, però se devo parlare dei miei metodi di scrittura cerco sempre di raccontare di me e dei miei luoghi, perché come ti dicevo prima la verità e la semplicità sono le cose più importanti che posso trasmettere all’ascoltatore.

Sicuramente se dovessi raccontarti un aneddoto riguardo a cantastorie (diario di bordo)  ti racconterei da dove nasce il concetto di cantastorie, ovvero da una delle tante chiacchierate con uno dei miei più cari amici Bernardo, per- ché con lui facciamo ore ed ore di conversazioni sotto la panchina di casa nostra (abitiamo uno di fronte l’altro) e durante queste chiacchierate parliamo spesso del futuro o di cosa ci piacerebbe fare un domani, quindi appunto il ritornello di cantastorie (diario di bordo) dove la paura del domani è il tema fondamentale e descrive proprio quelle serate.


Lasciaci con una citazione e se vuoi con un saluto ai lettori di musicatonica


Allora innanzitutto vi ringrazio per quest’intervista e per le belle domande che mi avete fatto, per quanto riguarda la citazione, ti cito appunto un pezzo di cantastorie (diario di bordo) ovvero “impareremo a farci grandi ma con emozioni piccole” la lascio così come augurio a chiunque sta attraversando una fase della vita di cambiamento, ti posso assicurare che da qualche parte emozione piccola dopo emozione piccola da qualche parte arrivi.


Per il resto un grande saluto a Musica Tonica e a tutti i suoi lettori da parte di Chino


Questa è stata la nostra intervista a Chino, un artista che ci ha conquistato con la sua musica, la sua personalità e la sua simpatia. Chino ci ha raccontato di sé, della sua storia, delle sue passioni e dei suoi sogni. Ci ha fatto scoprire il suo mondo, fatto di musica, amicizia, romanità e ironia. Ci ha fatto capire che la musica è per lui un modo di esprimersi, di comunicare, di emozionare. Ci ha fatto sentire parte della sua famiglia, quella di Grande Onda, una delle realtà più interessanti e innovative del panorama musicale italiano. Ci ha fatto venire voglia di ascoltare le sue canzoni, di seguire i suoi progetti, di applaudirlo sui palchi. Ci ha fatto apprezzare il suo talento, la sua versatilità, la sua originalità. Ci ha fatto diventare suoi fan. Grazie Chino, e in bocca al lupo per tutto!


Vi invitiamo ad ascoltare il suo nuovo singolo sulla nostra playlist Spotify “It Alenti”:  https://open.spotify.com/playlist/13RivAy8yaDp7oZkrLK5lU?si=41ec44f38b594863


Seguite anche l’artista sulla sua pagina Instagram: https://www.instagram.com/thereal.chino/

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