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Fil.Ross: "La Musica come Bussola dell’Anima”

Oggi, abbiamo il privilegio di addentrarci nel mondo di Fil.Ross, un cantautore che ha saputo trasformare il tumulto interiore in un’epopea sonora che risuona con l’anima di chi ascolta.

Dall’ardente ricerca di definizione artistica alla metaforica “Pinguino nel deserto”, ci conduce attraverso un viaggio di evoluzione personale e musicale, dove ogni nota suonata è un passo verso la scoperta di sé.

Con il suo ultimo singolo, “Restare a galla”, ci invita a lasciarci alle spalle il peso del passato, mentre condivide con noi la forza ritrovata negli affetti più cari e nella potenza catartica della musica.

In questa intervista esclusiva per Musicatonica, ci addentreremo

in una conversazione intima, dove le parole si fanno musica e la musica diventa storia. Perché, come ci ricorda lui stesso, “sii sempre quello che rimane anche quando tutti se ne vanno”.



Hai iniziato a scrivere canzoni per esprimere ciò che avevi dentro. C’è una canzone che ritieni sia stata un punto di svolta nella tua carriera, quella che ti ha fatto dire “questo è ciò che sono come artista”?


Ciao Musicatonica, una vera e propria canzone no. Quello che posso dirvi però è che come arista non sono mai sazio, quindi tra la voglia di migliorarmi sempre e lasciarmi ispirare, posso confermare che “il brano che mi definisce lo devo ancora scrivere”.



Fil.Ross


Dopo il tuo silenzio artistico, torni con un EP dal titolo intrigante, “Pinguino nel deserto”. Puoi raccontarci come questo titolo rappresenta la tua evoluzione musicale e personale?


Pinguino nel deserto rappresenta gli ultimi tre / quattro anni della mia vita artistica e personale che spesso viaggiano di pari passo. Anni alternati al picco sociale e a momenti di solitudine ricercata per mettere tutto nero su bianco con musica e parole, facendo i conti con me stesso e con tutte le cose e situazioni che a volte mi fanno sentire inadatto, come un pinguino nel deserto. Come evoluzione abbiamo una bassissima soglia di soddisfazione che mi dirige verso il superamento di questa inadattibilità.


“Lasciare andare” è un tema centrale nel tuo ultimo singolo “Restare a galla”. Come hai trovato la forza di lasciare andare e quali consigli daresti ai tuoi ascoltatori che affrontano situazioni simili?


Ho trovato la forza aggrappandomi agli affetti più cari tra cui alcuni amici e amiche, poi alla musica. Ma parlare dei propri problemi è alla base della risoluzione. Quindi consiglio a tutti di PARLARE dei propri problemi e se non basta, bisogna farsi aiutare.



Restare a galla


In che modo credi che le esperienze che hai vissuto abbiano influenzato la tua crescita come artista e condizionato la direzione della tua musica?


La crescita nel nostro campo è fondamentale, anche se a volte si cresce senza accorgerene. Secondo me ne ogni periodo di crescita si riversa sempre sulla musica che facciamo, creando così una simbiosi tra l’una e l’altra. Ovviamente il periodo personale darà poi i suoi frutti in campo musicale, creando così robe allegre, sperimentali, tetri , tristi e problematiche come siamo noi artisti, insomma.


La tromba è stata il tuo primo amore nella musica. Come pensi che lo studio classico di questo strumento abbia influenzato il tuo stile di scrittura e la tua identità come cantautore?


Come cantautore ha influenzato pochissimo, come musicista e compositore invece mi ha influenzato la vita musicale intera e questo perché se noi pensiamo a tutti i compositori classici come artisti del nostro tempo, automaticamente verremmo avvolti nelle loro note, come oggi parliamo di De Andrè, Pino Daniele, the doors, punk floyd ecc ecc, all’epoca parlavano di Mozart, Haydn, Beethoven, Verdi, Rossini ecc. Quindi è “semplicemente” un influenza musicale che viene dal passato….ma che di passato non ha nulla. Ve lo assicuro.


Lasciaci con una tua citazione e se ti va con un saluto ai lettori di Musicatonica


La prima che mi viene in mente è “sii sempre quello che rimane anche quando tutti se ne vanno”. Ciao, vi abbraccio tutti e grazie per l’attenzione ❤️


Concludendo questa intensa e rivelatrice intervista, Fil.Ross ci lascia con un messaggio che risuona nel profondo: “Sii sempre quello che rimane anche quando tutti se ne vanno”. Un promemoria che, come la sua musica, ci invita a rimanere autentici e resilienti di fronte alle avversità.

Grazie, Fil.Ross, per aver condiviso il tuo viaggio e la tua arte con noi e i lettori di Musicatonica.

La musica continua a suonare, e aspettiamo con impazienza le prossime note del suo cammino artistico.


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Fil.Ross

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