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INTERVISTA A "PAPIRO"

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Papiro, benvenuta nel mondo musicatonica, abbiamo un sacco di curiosità che vorremmo che ci svelassi...






1. Da Catania a Parigi e ora nel mondo della musica. Come hai trasformato la tua formazione teatrale e cinematografica in un'esperienza musicale unica? Ci sono elementi che hai portato con te da ogni fase del tuo percorso?


Ciao a tutti! Si mi piace seguire l'istinto, fare ciò che mi piace e fare cose che sento che mi daranno molto, quindi ho vissuto un po' qua e là. E ho imparato tanto da tutte le formazioni e da tutti gli spostamenti.  Si porto tutto con me, inevitabilmente e sempre. Il Teatro poi, è dentro me come il mio stesso sangue. Credo che ormai non ci faccio neanche più caso, è un arte che ha influenzato tutto il mio modo di essere, di vedere il mondo, di osservarlo, di viverlo. Sicuramente influenza anche il mio modo di fare musica, il mio modo di scrivere, di presentarmi, di come stare sul palco, la mia estetica in generale, anche per quanto riguarda i videoclip delle mie canzoni. Il percorso cinematografico ha contribuito probabilmente a sviluppare quel mio slancio e quella mia voglia di pensare le immagini e vederle prima nella mia testa, così come i miei studi di retorica hanno contribuito a coltivare la mia passione per le parole, per poterle scegliere con più cura possibile.


2. "Papiro" è un nome intrigante per un progetto musicale. Puoi raccontarci il significato dietro questo pseudonimo e come si lega alla tua identità artistica? E quali sono le tue ambizioni per il futuro della tua carriera musicale?


Papiro è il nome che mi ha fatto sentire subito a mio agio quando ho provato a pronunciarlo, come se fosse sempre stato destinato a me. L'ho scelto per tanti motivi, il primo è legato al papiro inteso come carta su cui scrivere. Il papiro infatti essendo stato uno dei primi mezzi di scrittura dava al mio progetto quell' importanza sia al testo, alle parole che volevo scegliere, sia all'espressione di me che contraddistingue comunque il mio percorso di cantautrice da un progetto come interprete. Un altro è legato al fatto che è una pianta bellissima, che cresce sull'acqua, un elemento che mi affascina tanto. Amo tanto la natura e la mia musica voglio che sia legata ad essa il più possibile; già solo chiamarmi come una pianta mi semplifica il modo di raccontarmi. E poi è famosa per crescere sul Nilo, e la si può trovare anche sul fiume Ciane in Sicilia, e questa non poteva essere una coincidenza più intrigante essendo siciliana ed essendo molto legata a dei viaggi che feci in Africa con la mia famiglia quando ero bambina. Che mi porto nel cuore e che secondo me continuano a farmi viaggiare ogni volta che canto. Ultimo motivo è che mi hanno sempre presa in giro perché scrivevo messaggi lunghissimi o lettere lunghissime, dicendo che erano "papiri".


3. Il tuo nuovo singolo "Schiaffi" sembra affrontare un tema di rinascita. Puoi condividere con noi come hai vissuto personalmente questa fase e come l'hai tradotta nella tua musica?


"Schiaffi" simboleggia una rinascita per me perché l'ho scritta in un momento in cui avevo dentro una grossa sofferenza dalla quale sentivo di non poter scappare, e scrivendola mi sono resa conto che era la mia cura. La mia vocazione. Che la mia soluzione è scrivere e cantare. E quindi ho scritto cose che in realtà sono molto esplicite per me perché riguardano la mia vita in prima persona, ma che ovviamente lo sono meno per gli altri. E alla fine canto "je chanterai", cioè "io canterò", proprio perché la mia rinascita parte da questa consapevolezza. 




4. La natura e gli animali sono chiaramente una parte significativa del tuo mondo artistico. Come hai selezionato gli ambienti naturali e le farfalle nel video di "Schiaffi" per riflettere l'essenza della canzone? C'è un significato speciale dietro questa scelta?


Tutto nasce nella mia testa, ad un certo punto ho visto le farfalle. Così all'improvviso. All'inizio non sono neanche pensieri lucidi i miei, sorgono gradualmente e poi piano piano li rendo più espliciti. E ascoltando il brano e pensando di dover fare un videoclip è stato spontaneo andare alla ricerca di un qualcosa che potesse darmi la possibilità di avere tante farfalle intorno, e ho pensato subito alla "Casa delle Farfalle" perché la conoscevo anche se c'ero stata quando andavo alle elementari. Musicalmente il volo delle farfalle, i colori e quell'atmosfera era tutto coerente con i ritornelli. Col suono dei ritornelli intendo. Volevo esprimere una sorta di leggerezza e serenità. E poi, contestualmente la storia a cui mi riferisco nella canzone è durata talmente poco che mi è sembrato quasi fatto di proposito, una storia, un video, tutto durato il tempo di una farfalla (che ahimè si sa hanno una vita breve).


5. Ogni artista ha un sogno o un obiettivo per il futuro della propria carriera. Quali sono le tue ambizioni e aspirazioni come artista ? Cosa possiamo aspettarci nel prossimo capitolo del tuo progetto musicale?


Innanzitutto non vedo l'ora di far uscire l'EP il che avverrà  entro la fine dell'anno, quindi a Dicembre usciranno altre due canzoni e non vedo veramente l'ora. Dopodiché spero di fare sempre più concerti dal vivo, di metter sù una bella formazione di musicisti con i quali riuscire a suonare dal vivo insieme, perché per adesso la maggior parte dei concerti li faccio in acustico chitarra e voce. E poi spero che diventi totalmente il mio mestiere, fino ad arrivare magari a grandi palchi dove poter condividere la mia musica. 


6. Lasciaci con una citazione e se ti va con un saluto ai lettori di Musicatonica


Un calorosissimo saluto ai lettori di Musicatonica e "Tanta salute!". Bisous



Grazie per questa piacevolissima chiaccherata, ringraziamo Giulia Massarelli per averci dato la possibilità di fare quest’intervista e le mandiamo un grande abbraccio!!

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