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Intervista ai "Sandro Mai": Spoiler! (Trovi il Video in anteprima esclusiva)

Oggi abbiamo il piacere di immergerci nel mondo affascinante dei Sandro Mai, un duo che ha saputo catturare l’anima delle emozioni umane attraverso la sua musica. Il loro album d’esordio, “Esiste ancora la spensieratezza?”, è un viaggio intimo e coinvolgente che ci porta a riflettere sul tempo, la nostalgia e la ricerca di sé stessi.



Sandro Mai

 

Il vostro album d’esordio “Esiste ancora la spensieratezza?” parla del tempo e delle emozioni umane. Come avete scelto di esplorare queste tematiche attraverso la vostra musica? Quali momenti personali hanno guidato la creazione dei brani contenuti nell’album?


Diciamo che ci è venuto naturale perché abbiamo sempre vissuto la musica come espressione delle emozioni. Sia quella che facciamo che quella che ascoltiamo. Ogni esperienza che ha lasciato un segno o un ricordo dentro di noi è spesso diventata canzone, in modo da cercare di dare un senso a quell'emozione e fissarla nel tempo.



Sandro Mai


Nostalgia e la ricerca di sé stessi sono temi piuttosto centrali nel vostro disco. Come avete bilanciato la malinconia con la speranza? Ci sono delle parole o delle frasi che hanno avuto un impatto maggiormente significativo nella scrittura?


Nostalgia più che malinconia. Nostalgia che è ricerca di sé stessi in quanto legata al ricordo di qualcosa che abbiamo vissuto personalmente. Il ricordo riesce sempre ad amplificare un’emozione e rendere tutto una grande avventura. La speranza è proprio quella di riuscire a riportare questa avventura e quello stato d’animo anche nel presente. La nostalgia diventa quindi un propulsore di ricerca delle emozioni, come è stata anche spunto creativo per secoli di poesia e opere artistiche in generale. Tante di queste hanno influenzato il nostro scrivere e il nostro modo di pensare. A citarne una così su due piedi ci viene in mente “Farewell” di Guccini: “Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate,

Con qualcosa di fragile come le storie passate,

Forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile, credo, perché

Ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me”.

 

Dopo aver lavorato su questo album, avete trovato una risposta alla domanda sulla spensieratezza? E se sì, quale messaggio volete che i vostri ascoltatori portino con loro dopo aver ascoltato il disco?


Sandro Mai crede che la spensieratezza sia un modo di vivere. E lo crediamo anche noi. Non significa essere superficiali ma solamente più leggeri. Senza portarsi dietro inutili macigni.

Consigli è sempre difficile darne. Sandro Mai crede che si debba sempre cercare di fare tesoro di ogni esperienza e trarne un insegnamento. Anche per quanto riguarda le persone che entrano nella nostra vita. Non tutte ci resteranno per sempre. Alcune ci rimangono per una stagione, altre magari solo per una breve lezione. Sandro Mai ci dice che è fondamentale pensare che quando una persona se ne va è solo perché sta facendo spazio per qualcosa di meglio che è in arrivo. Bisogna solo farsi trovare pronti ad accoglierlo.

 

Vi va di raccontarci un po’ del videoclip ufficiale del singolo “Playlist”? C’è un filo conduttore che lega questo brano e le sue immagini con il resto dell’album?


Il filo conduttore è come sempre la nostalgia, rappresentata in immagini dal vinile che il protagonista tanto brama di avere. Alla fine del video riesce ad impadronirsene e grazie ad esso riportare indietro il tempo, ritrovando emozioni che pensava di non avere più. L'idea è venuta al mitico Mike Bencivenga, che ringraziamo di cuore, ascoltando la nostra canzone. Pensiamo che sia riuscito a trasmettere in video quello che è il significato della canzone.




 

 

Lasciateci con una vostra citazione e, se vi va, con un saluto ai lettori di Musica Tonica


“Di tante cose che ho detto solo sette eran vere”. Starà ai lettori di Musica Tonica scoprire quali. Ciao ragazzi e grazie!


Grazie per aver condiviso con noi il vostro universo musicale. Ai lettori di Musica Tonica: continuate a cercare la magia nelle piccole cose e nelle grandi melodie. Fino alla prossima nota, che sia di musica o di vita.


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