Oggi abbiamo il grande piacere di andare a conoscere Lunea, cantautrice torinese che ha scelto di raccontare se stessa e le sue emozioni in musica, con uno stile che unisce pop, soul e jazz.
Il suo nuovo singolo, "Teen Drama", uscito il 19 gennaio e distribuito da Romolo Dischi, è un brano che esprime il disagio di chi si trova a vivere relazioni complicate e immature, anche a quasi trent’anni. Lunea ci ha parlato del suo percorso musicale, delle sue influenze, della sua voce soul e dei suoi progetti futuri, tra cui l’uscita del suo primo EP. Non perdete l’occasione di conoscere meglio Lunea, la protagonista del suo Teen Drama.
Come nasce il titolo “Teen Drama” e cosa rappresenta per te?
Teen Drama è un titolo che mi è sembrato naturale dare quando ho scrittoil brano. È venuto fuori subito come termine quando ho scritto il ritornello,evoca bene ciò di cui si parla nella canzone. Quel chiedersi cosa vada storto nei rapporti di oggi

Quali sono le tue influenze musicali e come le combini tra pop, soul e jazz?
Le mie influenze sono molto variegate.
Nei miei brani ho deciso di fondere la mia anima soul e jazz, influenzata daAretha, Etta James, Ella Fitzgerald e dai miei studi in generale, con la mia parte più rnb e pop moderna, influenzata sa Bruno Mars, Taylor Swift, Michael Jackson fino ai cantautori Italiani.
Le melodie strizzano l'occhio al pop, le musiche sono più complesse.
Come descriveresti il tuo personaggio nel “teen drama” che hai scritto e quali sono le sue caratteristiche e i suoi desideri?
Il personaggio del brano sono proprio io.
Una ragazza sui 30 che vorrebbe iniziare ad avere dei rapporti più "semplici"anche se più seri in qualche modo, dove le cose vengono affrontate con maturità, soprattutto emotiva , ed invece sembra di vivere in un periodo in cui chiedere questo ai miei coetanei sembra chiedere molto.
Come ti sei avvicinata alla musica e quali sono stati i tuoi primi passi da cantautrice?
Mi sono avvicinata alla musica da ragazzina, principalmente al canto, amavo cantare e lo facevo per ore senza quasi accorgermene, mentre magari facevo altro. Poi ho deciso di studiare, all'inizio non ho pensato di scrivere, ma soprattutto con la pandemia ho iniziato ad avere questa esigenza.

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